Concetti di Dna alieno, metamorfosi, punti energetici terrestri, oggetti volanti, AI, sono mescolati in un lungometraggio 3D intitolato:  “Transformer 4 l’ultimo cavaliere.”

I film di effetti speciali ormai hanno contagiato quasi tutti. Le nuove tecnologie poi li rendono ancora più accattivanti e fruibili dal vasto pubblico.

Il 3D è diventato oggi un mezzo di espressione all’avanguardia, che richiama un immenso numero di spettatori. Alcuni effetti di “Transformers” in realtà sono ben fatti , quasi ti viene da spostarti dalla sedia quando la fatale dea-medusa chiamata Quintessa lancia su tutti i presenti, le sue bolle colorate. Anche gli pseudo-droni sono disegnati accuratamente.

Ha molto colpito anche il t-rex composto da un metallo lucidissimo, la sua docilità e bontà contrasta la sua immensa portata.

Sull’intero lungometraggio, di fondo, compaiono i concetti di Stonehenge, degli alieni e dei merliniani. Le nuove teorie evoluzionistiche sono concettualmente toccate in modo commerciale cercando di arrivare in modo diretto nel vasto pubblico.

Una breve sinossi:

“Il film si apre con immagini di guerra ai tempi dei cavalieri della tavola rotonda e Merlino. Poi veniamo portati ai giorni nostri. A molti anni luce di distanza dal Sistema Solare, OP scopre che il mondo natale dei Transformers, Cybertron, è ora a pezzi ed è diretto verso la Terra. Optimus trova l’essere che sta controllando il movimento di Cybertron, una sorta di dea di nome Quintessa che si professa essere la creatrice di Optimus stesso e che lo stava cercando. Il bastone che i cavalieri dettero a Merlino è stato rubato a Quintessa che lo rivuole e, usando i suoi poteri, assoggetta Optimus al suo volere e gli ordina di recuperarlo. Inoltre Quintessa rivela che la Terra è in realtà il “vecchio nemico” di Cybertron, ossia Unicron. Il piano di Quintessa prevede di assorbire la forza vitale di Unicron/Terra in modo da convogliarla su Cybertron, per poterlo ripristinare.”

Michael Bay ci regala l’ennesimo capitolo della saga Transformers dove anche i piccoli dettagli e caratteri sono curati. Come non ricordare il piccolo robot tutto scapestrato e dolce che ci ricorda molto Wall E o addirittura il mini- robot di Star Wars.

Molti dei personaggi dei primi, riemergono in questo capitolo con la forte presenza di Antony Hopkins nel ruolo dell’ultimo discendente della Wikkawit family; una sorta di massoneria con un albero genealogico ricco di nomi illustri e secolari. Il pluripremiato attore risulta essere la sorpresa del film.

Dopo il suo primo lungo girato all’eta di 39 anni con il fantomatico David Linch in “The elephant man”, la sua carriera è una delle più prospere di Hollywood. Ancora oggi in questo suo ultimo lavoro vediamo un Antony sempre concentrato e veritiero anche se molto lontano dalla introspezione di Hannibal Lecter in “The silence of the lambs”.

L’Ultimo della saga ha già incassato 279 milioni di dollari.

Mark Wahlberg è sempre sulla scena, anche se molto lontano da quello di “Basket ball diaries” a fianco del vecchio Leo DiCaprio.

Sembra quasi che alcuni dei grandi attori di sempre oggi giorno prendano dei lavori più per interesse monetario rispetto a quello letterario.

Il drago penso sia il personaggio più azzeccato degli svariati presenti nel film. Sputa una fiamma reale e fluida. Il colore metallico lo rende poi elettrizzante.

TRANSFORMERS: THE LAST KNIGHT

Optinus Nemesi compare poi ad un certo punto contrapposto a Optimus Prime

Anche il maggiordomo robot merita di essere analizzato; una figura di sostegno e di una sottile ironia. Incarna perfettamente il classico tutto fare dei ricchi reali.

Merlino e la sua discendente invece aprono le porte a scenari ben differenti; vengono descritti eventi passati e futuri, fino ad arrivare al famigerato bastone che all’apparenza sembra ordinario ma con una scintilla diventa di una potenza straordinaria, magica.

Certo siamo parecchi lontano dall’amato cinema autoriale che piace tanto ad intellettuali ed artisti , il nuovo cinema che ha preso piede si basa soprattutto su effetti vistosi ed immediati.

In molti dicono che il cinema sia scomparso del tutto; certo c’è da dire che nella maggioranza delle sale cinematografiche la pellicola ormai non viene nemmeno più proiettata, al suo posto degli asettici hard- disk occupano la scena delle sale di proiezione anch’esse molto cambiate quasi omologate dalla grande industria dello star system.

Da un punto di vista terapeutico penso che il 3D faccia bene anche al cervello in quanto da un lato ci fa capire che l’etere è pieno di cose da osservare, un mondo invisibile a occhi ordinari, ma visibile per quelli straordinari.

 

 

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