Gli abitanti dell’America altro non sono che asiatici; i quali prima dell’arrivo di Colombo and company già avevano attraversato lo stretto di Bering in un epico viaggio tra le terre e le acque.

Si insediarono così in tutte le Americhe iniziando una nuova vita in totale comunione con l’ambiente circostante. La spiritualità era alla base di ogni gesto quotidiano, lo sciamanesimo regnava sovrano, incontrastato. Quando però le navi dei bianchi occidentali salparono in cerca del nuovo mondo, essi si trovarono impreparati contro fucili e pistole così perirono sotto i fuochi dei nemici.

Da sempre questo scontro natura-cultura ha affascinato in molti, tra cui me ; prendere e partire era l’unica cosa da fare per effettivamente vedere e conoscere i luoghi più nascosti delle tribù native.

Nel cuore dell’Arizona all’interno del Gran Canyon vi è un’ oasi molto difficile da raggiungere, situata nella parte bassa delle montagne rocciose, nella Contea di Coconino. Ospita circa 500 membri della tribù ed è una delle più remote città degli Stati Uniti.

Una volta parcheggiata l’auto, dopo giorni di viaggio lungo la famigerata ROUTE 66, bisogna prendere l’elicottero o se si preferiscono i cavalli, fino ad arrivare ad Havasupai.

Mentre cammini in questi luoghi senti la natura che ti parla e le coincidenze iniziano ad essere all’ordine del giorno.

Essendo così difficile da raggiungere, molti capi e sciamani delle varie tribù limitrofe come gli Hopi usano ancora fare le loro cerimonie all’interno delle riserve nascoste.

Se siete amanti dei viaggi mistici e e delle culture native questo è il posto per voi.

Havasupai è anche celebre per le sue immense cascate e l’acqua cristallina, il popolo havasu è anche nominato popolo delle acque blu.

Gli abitanti di Havasupai parlano un dialetto della Lingua havasupai-walapai-yavapai o Lingua Yumana degli altopiani, appartenente al ramo Pai della Famiglia linguistica delle Lingue Cochimí-Yumane.

Una volta arrivato sono diventato amico di Lorin Manakaja, storico discendente di una grande famiglia nativa; il quale mi ha portato a vedere i luoghi più segreti e si è anche prestato a dire qualche parola scritta da me sia in inglese sia nella sua madre lingua, alle nostre telecamere.

Purtroppo il genocidio che noi abbiamo combinato da quelle parti il dolore e la sofferenza di un popolo è ancora oggi, palpabile e presente.

 

 Due donne Havasupai di fronte alla tipica abitazione, chiamata dwelling. Havasu Canyon, c.1899

 Due donne Havasupai con il “Kathak” sulle spalle, c.1900

Secondo Golla (2007) la lingua sarebbe parlata ancora da circa 1600 persone, su una popolazione etnica di 3860. In particolare:

  • Havasupai, 500 locutori su 570
  • Walapai, 1000 locutori su 1870
  • Yavapai, 100-150 locutori su 1420

La lingua è fortemente insidiata dall’inglese, che, soprattutto le nuove generazioni, tendono a parlare. Vi sono però programmi scolastici bilingui, in alcune scuole della Riserva.

Nonostante i tre gruppi abbiano identità sociopolitiche differenti, i tre dialetti sono fortemente intellegibili l’uno con l’altro e le strutture lessicali sono praticamente identiche, per cui, tra i linguisti è prevalsa l’ipotesi non si tratti di lingue separate.

Non tutti i linguisti sono concordi nel considerarli dialetti di una medesima lingua, secondo alcuni, lo Yavapai, sarebbe una lingua a se stante, secondo altri ancora, tutte e tre debbano essere considerate lingue differenti.

Lorin capendo il nostro cuore nativo come il suo si è prestato ai nostri giochi e abbiamo fatto anche qualche risata giocando sulle differenze linguistiche.

  • La lingua che sentirete nel cortometraggio allegato all’articolo è molto antica ed e purtroppo oggi giorno, parlata da veramente pochissimi individui anche perchè all’interno della riserva è stata messa una chiesa e i bambini sono obbligati a studiare l’inglese come lingua madre.
  • proprio questo è uno dei lati più negativi del genocidio.
  • miriadi di culture ancestrali andate totalmente perdute anche se in qualche modo tutto rimarrà o per lo meno ci auguriamo che sia tramandato in qualche modo.Il popolo delle acque verdi-azzurre da sempre la coltivano con grande capacità e sacrificio, organizzando piccole dighe di terra per sfruttare le acque piovane, costruendo giardini pensili e terrazzamenti e piantando e coltivando zucche, mais, meloni, fagioli e girasole.
    Una donna Havasupai
    Vestivano in maniera molto semplice nei mesi caldi e usavano abiti ricoperti di pelliccia in inverno, finché la moda degli abiti di pelle, tipica degli indiani delle pianure, non li fece convertire. Gli Havasupai devono molto ai loro vicini Hopi, popolo intelligente e da sempre dedito alla pastorizia ed all’agricoltura.
    Manakaja, un vecchio capo degli Havasupai
  • Proprio gli Hopi trasferirono agli Havasupai i primi rudimenti dell’agricoltura per consentirgli di vivere dignitosamente coi frutti della terra. Un tempo… Poi, nel XVIII secolo iniziarono le scorribande di Navajos e Apaches, rissosi vicini, che penetrarono in profondità nel canyon e, senza badare alle esigenze degli Havasupai, cacciarono gli animali fino a spingerli lontano dal canyon.
    Una classica tenda del popolo Havasupai
  • Ma non bastava ancora, per cui ci pensarono gli uomini bianchi a fare il resto del danno. Venne scoperto, casualmente, il piombo nella zona del canyon e quando questa notizia girò per gli Stati Uniti una marea di minatori si riversò nelle terre degli Havasupai, spingendoli in ambiti sempre più ristretti, sempre meno sufficienti a condurre serenamente l’esistenza di un tempo.
    In cammino verso la terra degli Havasupai
    Gli stessi bianchi distrussero la gran parte dei terrazzamenti, disperdendo la poca terra fertile preservata con sacrificio secolare.
    Oggi gli Havasupai sono poco più di 600 e la loro età media supera appena i 28 anni. Sono un piccolo popolo giovane che continua a praticare l’agricoltura, cura l’ambiente e, in generale, usa il massimo rispetto per la Madre Terra.
     terra degli Havasupai
    Questi luoghi ci avvicinano allo spirito di madre terra, ci aiutano a capire che tutto è vivo e siamo tutti connessi con il grande spirito.
  •                                      I nativi della terra non periranno mai                                     appaiono ai miei occhi totalmente immortali!!

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