Sta facendo discutere la notizia dell’abolizione del Columbus day. Il sindaco di Los Angeles ha deciso quasi all’unanimità, con 14 voti favorevoli e appena uno contrario. La motivazione di base è che la festività in realtà celebra il genocidio di una intera cultura. Al suo posto ci sarà invece un festival dedicato alle culture native che abitavano le Americhe, l’Indigenous people day. Con questa decisione anche la città più grande d’America si unisce a città come Seattle, Denver ed Albuquerque e molte altre.

La stessa comunità italiana si è divisa sul tema: alcuni hanno protestato con bandiere e striscioni nelle piazze principali altri invece dichiarano che si tratta di un piccolo passo verso la fratellanza per scusarci e fare ammendaIn molti parlano di suicidio identitario dell’occidente che vorrebbe negare cosi la storia. In realtà sembra veramente strano che abbiano capito di questo problema solo nel 2017. Era chiaro anche ad un bambino che le cose avevano preso la piega sbagliata. Intanto nel paese sono parecchi i gesti di vandalismo come le decapitazione alle statue che raffigurano i primi coloni venuti dall’ occidente.

Istituito come festa nazionale nel 1937 dal presidente Franklin Delano Roosevelt su pressione della comunità italo-americana, il Columbus Day viene festeggiato il secondo lunedì di ottobre con un giorno di vacanza. A New York sfila una tradizionale parata di italo americani lungo la Fifth avenue.

A Houston, Baltimora e San Jose le sue statue continuano ad essere imbrattate e sfregiate; Bill de blasio , primo cittadino di New York , ha deciso per l’abbatimento a Columbus Circle di una sua statua enorme.

E che Colombo non fosse uno stinco di santo  lo dimostra anche il processo al quale venne sottoposto in Spagna, assieme ai suoi fratelli, dopo esservi stato condotto in catene via nave il 20 novembre del 1500  dalla “sua” isola Hispaniola, che oggi si chiama Haiti e S. Domingo. Le accuse erano pesanti – malgoverno, giustizia negata, avidità, violenze a spagnoli e agli indigeni – e Colombo si salvò da una dura condanna solo perché il re e la regina di Spagna gli concessero il perdono.

Quelli che oggi si chiamano Stati Uniti d’America, e che sono percorsi dalla ventata di follia anticolombiana, a dare la stura all’invasione sono stati i 102 Padri (e madri…) Pellegrini, partiti il 6 settembre 1620 – vale a dire 128 anni Dopo l’arrivo di Colombo nell’attuale Haiti e S. Domingo – dal porto inglese di Plymouth con la nave Myflower anziché con le tre caravelle. Sarebbero morti di fame e stenti vari nel primo inverno se i “selvaggi” locali non li avessero generosamente riforniti di tacchini, permettendo così loro di mangiare e sopravvivere.

 I nativi sono stati ringraziati spazzandoli via e riducendoli nelle riserve, la buona sorte dei nuovi arrivati viene invece ringraziata ogni anno con il Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, a base di tacchini al forno per ricordare i tacchini che permisero agli arrivati col Myflower di sopravvivere. E i “pellerossa” che glieli portarono? Quelli non solo non li ringrazia nessuno, ma nessuno sa neppure di quale popolo – noi diciamo più riduttivamente tribù… –  fossero.

Per coerenza, ci aspettiamo dunque che il sindaco di New York oltre al Columbus Day chieda venga abolito anche il Thanksgiving Day e sostituito con il Giorno del Ringraziamento A Chi Ci Ha Sfamato. Anzi, dovrebbe chiedere che venga cambiato il nome della città, che si rifà alla preesistente cittadina inglese di York, e magari cambiare anche il proprio cognome, De Blasio, chiaramente di origine non nativa, ma italiana. 

Se si iniziano a vedere tutte le contraddizioni presenti nel mondo non si finisce più di sottoscrivere la lista;il modo migliore di agire,in realtà e di sentire e filtrare tutte le informazioni attraverso il chakra del cuore che mai mente e mai è colpito.

 

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