Il 23 aprile del 1616 morivano tre dei pilastri della scrittura mondiale:  William Shakespeare, Inca Garcilaso de la Vega e Miguel De Cervantes. Questa data è diventata così il momento per la celebrazione della lettura su tutto il globo.

Tutte le librerie si adeguano alla festività fissando prezzi scontati anche per i libri più prestigiosi.

Atene è la città mondiale del libro, in carica fino alla fine del 2019. Il suo trascorso filosofico è ancora presente nell’aria; meta migliore dove poter celebrare e trascorrere del tempo tra gli echi delle parole di letterati, poeti e filosofi riecheggiano nell’aere. Oggi sono circa duecento gli eventi, solo in Italia, dedicati alle parole; una sorta di preparazione alla campagna nazionale di promozione della lettura che durerà fino a fine maggio.

                 “Celebriamo la giornata mondiale del libro e dei diritti d’autore”

Vediamo in breve gli inizi della storia del libro. La maggioranza delle persone crede che il primo libro sia la Bibbia; più precisamente il libro della genesi. Come anche il primo libro stampato da Gutenberg nel 1455 era una Bibbia. Prima dell’invenzione della stampa i libri erano redatti a mano dagli amanuensi, specialisti della scrittura. Recenti studi però confutano tali verità. Nel lontano 868, ossia 587 anni prima di Gutemberg, fanno risalire la creazione del primo libro. Riposto al sicuro in un museo cinese, il libro è stato tradotto in tutte le lingue.

Stiamo parlando del Diamond Sutra, libro interamente dedicato alla religione buddista.

Il risvegliato vive molto tempo prima della nascita delle religioni mondiali 500 A.C, non è una fatica far corrispondere come suoi, i primi insegnamenti scritti. Le quattro nobili verità, i discorsi a Sarnath aprono la via adamantina. Senza dimenticarci poi dei suoi successori come Padma o Guru Rimpoche che dopo essere arrivato in Tibet dal Nepal, scrive e nasconde nelle grotte dei libricini, ricchi di preghiere e formule magiche. Alcuni sherpa li trovarono e li tramandarono in tutta Asia.

Inizialmente il fine della scrittura era religioso o comunque aveva una esigenza educativa. Oggi questo si è perso, lasciando posto a romanzi amorosi o di carattere scientifico. Secondo la nostra visione è bene che si torni alla radice per rimpiazzare l’errata matrice.

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