-Regia: John Eric Dowdle

– Sceneggiatura: Brian Nelson

– Story of M.Night Shyamalan

-Produzione: Universal, M. Night Shyamalan, Joseph Boccia

-Colonna sonora: Fernando Velazquez

-Cast: Chris Messina( Detective) Logan Marshall-Green ( Mechanic) Jenny O’Hara

-Genere: Thriller   

                                         DEVIL “Dalla mente di Shyamalan un thriller legato ad un filo sospeso al contrario”

Per casualità sincronica cinque persone si trovano nello stesso ascensore di un

palazzo di soli uffici. A metà tragitto le pareti iniziano a tremare fino a bloccarsi

bruscamente. Buio. Urla e caos. Qualcosa si agita nell’aria.Sarà l’inizio della fine.

La pellicola apre con l’immagine capovolta di una ripresa aerea della città di

Philadelphia. I grattacieli perdono la loro forma, le distanze tendono a confondersi,

i poli sono all’opposto. La Macchina Da Presa ora entra in uno di essi e si infila

vorticosamente, scivolando tra i cavi elettrici, all’interno della cella che contiene gli

ascensori. Forse è proprio il diavolo che si insinua nei luoghi più comuni e

apparentemente banali.

L’ascensore come mezzo esoterico di un passaggio bloccato e sospeso.

Sembra che le vittime tendano ad auto-lesionarsi spinte da una potenza malvagia superiore. La linea di mistero all’interno della cella e’ portata

all’estremo attraverso suono e luce. M.Night ha saputo giocare le sue carte come

meglio è capace di fare. La storia si svela con calma indiana, lascia il tempo di

emozionare mantendo la mente lucida. Alcuni istanti sono di vera tensione, quasi

tangibile e visibile, grazie

anche alla sontuosa colonna di suoni che persistono in ogni momento.

Gli attori mostrano una grande forza a mantenere elevata la suspense. Essa è il punto

focale del lungometraggio. Il colpo di scena rimane sempre nell’aria. Strani spiriti si

agitano, molto interessanti i frames dove si svelano. Siamo lontani dai brividi

passati del “Sesto senso” ma credo proprio che l’obbiettivo sia stato centrato, visto

la coda ai botteghini. 

M.Night dopo il successo di “THE LIFE OF P ” e molti altri  si è meritatamente aggiudicato un posto nello star system di Hollywood e come magia, appare un pizzico dello style della vecchia Bollywood.                          

   

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