Per anni l’umanità ha vissuto nello stato di nomadismo, una volta finite le risorse nel paesaggio limitrofo al villaggio, si spostavano in cerca di luoghi più floridi. In Italia centrale per esempio erano parecchie le popolazioni autoctone mescolate ad individui proveniente dalla vicina Grecia. Si pensa che il colle Palatino sia stato il fulcro primordiale della nascita del primo grande agglomerato urbano: Roma. Il Colle presentava due sommità separate da un avvallamento; la sommità centrale, la più elevata, era detta Palatium.

Il nome del colle aveva la stessa radice di quello della dea Pales, alla quale era dedicata l’antichissima tradizione della festa delle Parilia che si teneva il 21 aprile e che coincideva col giorno della fondazione della città. Per altri studiosi la derivazione del nome Palatino si ricava da Palus, poiché molte costruzioni di quegli antichi popoli erano fatte su palafitte, ma la derivazione più logica è quella dalla radice Pala, ossia altura. Lo stesso termine palazzo deriva dal Palatium latino, a sua volta derivante da Palatino.

Una volta finita di costruire la futura capitale del regno d’Italia e dopo l’insediamento pontificio iniziarono a sorgere le prime città durante il periodo medioevale. Le Marche sono state da sempre appunto una marca della stato Vaticano e di conseguenza i rapporti erano molto profondi e ben consolidati.Arriviamo così al punto, come è sorta la città in questione: Palazzo. Nel primo documento vaticano relativo alla vicenda, il castello viene menzionato con la denominazione di Palatium Talliate. Il termine si pensa faccia riferimento ad incisioni naturali nella roccia per creare strade o comunque degli spazi per l’edificazione. Si narra anche la leggenda di vari documenti che notificano il castello come residenza segreta di almeno due Papi durante gli storici scismi della chiesa Cattolica. Ricordiamo anche che sotto la città sono presenti gallerie di ampia portata e luoghi adibiti a celle per eventuali prigionieri.

…” nell’estate 1413 Carlo Malatesta, antagonista di Braccio di Montone, cinse d’assedio Rocca Contrada e occupò il suo territorio. L’assedio non ebbe seguito positivo, ma rimase il controllo del castello: a Palazzo fu stanziata una guarnigione di 14 fanti con una o più bombarde. Palazzo divenne ben presto il castello più importante del territorio comunale. Già nel 1440 Sforza gli attribuiva ben 40 fuochi con una popolazione che superava i 400 abitanti…”                                             

(…)L’impianto urbano di Palazzo presenta la forma di un triangolo rettangolo ruotato verso ovest, al cui interno le schiere concentriche degli edifici digradano a semicechi paralleli verso il basso. Una forma così regolare e geometrica esclude una edificazione spontanea e presuppone, almeno all’inizio, una progettazione d’assieme. Il castello conserva ancora l’originario impianto medioevale, evidente evidente soprattutto nella serie di vicoli e particolari viuzze, mini ponti e archi gotici . Il materiale della costruzione era la pietra calcarea, l’unico materiale abbondante insieme al legname nelle montagne soprastanti.

Il primo documento rinvenuto negli archivi è un inventario di dote del 1614. Si tratta di una testimonianza interessante per le notizie che ci offre sull’abbigliamento della donna e sugli utensili e sull’arredo della casa.

 

  • doi guardeghi
  • una saia roscia
  • una bambagina
  • una cassa di acera
  • una saia paonella
  • una lucerna
  • doe vanghe
  • cinque capre
  • uno ramaiolo di ferro
  • doi giupponi
  • una grattacascio

[estratto da Castrum Palatii di Virginio Villani]

Oggi è rimasto praticamente tutto uguale con la sola differenza che gli abitanti si sono riversati nelle grandi città o semplicemente sulle floride coste del mar Adriatico. Con una serie di video vogliamo riportare in vita questo castello così ricco di fascino. Artisti e scrittori hanno riversato qui la loro attenzione con la creazione di sceneggiature e soggetti per possibili film da girare.

Di recente si sta osservando un ritorno da parte dei giovani ad una vita semplice e rurale. Il caos delle città e l’inquinamento sta riportando le persone a vivere vicino alla natura e paesi come questo non sono assolutamente in via di estinzione anzi si stanno preparando a riprendere gli abitanti per un futuro ricco di sorprese.

 

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