Nel 2000 uscirono due film riguardanti MARTE. Come tutti sanno sono parecchie le leggende che da sempre accompagnano il corso di questo enigmatico pianeta. Il filone dei lungometraggi astro-interstellari è molto vasto e soprattutto variegato. Alcuni registi cambiano genere con molta facilità, non mancando però della medesima originalità. Analizzando i film di Hoffman e De Palma sono emerse molte similitudini e parallelismi. Il secondo Lo ricordiamo maggiormente per film horror e di mafia o comunque più legati al buio , alla notte, come Carrie e Carlito’s way. Ma Brian de Palma ci ha regalato uno sci-movie di fantascienza con effetti retrò di immane bellezza e soprattutto di cuore filmico.

In “Mission to Mars”il finale è veramente surreale, ma al contempo veritiero ed anzi, è uno dei pochi registi che ha immortalato la teoria della Pan-spermia aliena.

Ossia l’innesco del Dna da parte di razze più evolute.

Quando gli unici 4 astronauti rimasti, eh si perchè durante il lungo e tormentato viaggio verso Marte la maggior parte di loro sono deceduti. Tim Robbins, vicino A Marte, decide di togliere il casco dell’ossigeno e quindi brillare nei cielo vicino al pianeta rosso.

La maggior differenza tra i due e il contatto con gli alieni positivo in un caso nient’affatto nell’altro.

Scenari mozzafiato ed apocallitici, come la tormenta tornado che risucchia vari individui dell’equipaggio.

Quando si apre la fessura di luce come una porta lunga e luminosa essi entrano quasi magnetizzati e vedono tutto il cosmo e ciò che accadde agli inizi dei tempi . Una meteora distrusse Marte ed i suoi abitanti, i marziani, si trasferirono e solo uno di loro decise di mandare un filamento i Dna nel giovane oceano terrestre. Ecco spiegato ciò che successe, la vita in tutte le sue forme iniziò magicamente a crearsi, i pesci saltarono e diventarono bufali poi colibri e poi ancora cavali al galoppo. Questo è ciò che afferma anche la moderna teoria del Paleocontatto:

“Dio stesso creò il tutto nel tutto ci sono anche gli alieni , Dio creò gli alieni.”

NW

Noi di seedstar siamo interessati a quei film che tentan di scrutare il mistero della vita le cose antiche la parte sciamanica dell’esistenza. Sicuri del valore educativo che ogni pellicola; ormai scomparsa, dovrebbe avere.

Il 2000 fu un anno molto ricco per marte da un punto di vista filmico; fu girato con Val Kilmer anche l’intrigante “Pianeta rosso“. Culture idro-poniche, bolidi di fuoco che corrono tra satelliti fluttuanti, sovrapposti a pianeti fiammeggianti.

Scanner in 3d ed effetti che dopo 18 anni sembrano ancora futuristici. Lo spegnimento dei focolai all’interno della navicella spaziale ed il seguente atterraggio fortunato sono girati in modo esemplare.

“Anche la colonna sonora è sempre caratterizzata da musica classica con piano e contrabbasso.”

Non siamo ai livelli della ricreazione del Pantheon galattico Kubrikiano di 2001 Odissea ricreato manualmente, con camere e luci particolarissime , con equipaggiamento Nasa. Qui la computer grafica la fa da padrone eh si perchè dal primo “Toys story” non ha più smesso di emozionarci.

Lo stereotipo classico del genere è il momento del discorso del sacrificato: salvare il pianeta che esplode dando la sua vita a tutta l’umanità.

I due film in realtà si assomigliano parecchio, le luci le atmosfere, sono simili ed egualmente eleganti.

Nel mondo oggi siamo piu o meno almeno 15 miliardi di individui e recenti studi hanno dimostrato che vengono emesse 200 miliardi di parole al secondo. Ci auguriamo che ognuna di esse sia come un seme di seedstar con una elica in continua espansione che flagellandosi sulle onde dell’oceano creano la vita più variegata; come nell’immaginario De Palmiano che vince a nostro parere il confronto.

 

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