Oggi si festeggia il capodanno asiatico, entriamo nel 1146. Il dodicesimo segno è dedicato al totem Maiale; si chiude così il ciclo lunare di dodici anni, equivalenti agli animali che corsero dal Buddha al suo richiamo. Ricordiamo che i segni sono posizionati nel loro ordine di arrivo. Il primo è il topo, seguito dal bue, tigre, serpente,  e via dicendo. Anche il calendario dei Nativi americani si basa sugli animali totem. Molte sono le uguaglianze tra questi popoli, in così stretta connessione con il creato.

Il mio approccio ad ogni questione è basato sulla messa in discussione di ogni cosa detta o creduta.

Ora, immaginiamo i percorsi degli uomini primitivi che dall’Africa si sono sparsi in tutto il globo. Le nuove ricerche sull’uomo di Denisova portano alla luce aspetti totalmente sconosciuti riguardo le varie etnie.

Alcuni di loro una volta stanziati nel nord dell’Asia decisero ad un certo punto di proseguire il viaggio e attraverso lo stretto di Bering arrivarono nelle Americhe che colonizzarono in toto.

Quindi la fatidica data del 1492, che decreta Colombo come scopritore, è solo una parte di storia, anzi possiamo ben dire, quella parte che sarebbe bello scordare, perchè ricca di morte e crudeltà. I coloni bianchi portarono solo scompiglio e distruzione in un ambiente armonico, l’inquinamento della disarmonia iniziò a crescere; e purtroppo questa tendenza si è espansa a macchia d’olio su tutto il pianeta. Come la camminata-sterminio da nord a sud che fecero gli inglesi contro gli Aborigeni australiani.

 Una volta arrivati nei paesi altrui, l’uomo ha sempre cercato di impadronirsene e distruggere le prove di un passato che però rimane sempre nell’aria.

Proprio in questi giorni sono diversi gli articoli, usciti sia sul New York Times che sul Washington post, che trattano l’argomento dal punto di vista nativo; ossia il focus del post si identifica con le malattie e epidemie portate dai colonizzatori.

Concentriamo la nostra attenzione sui primi e veri colonizzatori d’America attraverso un estratto di Before America, romanzo in uscita a fine anno.

 

PURBA KYLAYA

 

 

                                        “BEFORE AMERICA”

 

 

                                            IL VILLAGGIO

La forgia è spenta, in attesa di essere temprata la lama esprime il suo ultimo fischio prima di essere lavorata nella pressa a freddo. Due grandi mani rugose si muovono come farfalle tra lampi di calore e un vapore oleoso che manda un odore di acciaio fuso. Il grande uomo di origine asiatica si destreggia all’interno della sua fucina casereccia, alle prese con coltelli di ogni tipo e forma. Spade dritte, sciabole tibetane e coltelli cinesi.

Tem-Pei, lavora nella bottega del ferro da generazioni, anche i suoi padri discendenti praticavano l’arte di produrre aste, lame, pugnali e coltelli, tramite il ferro.

Mentre sta finendo di lavorare a mano il codolo della sua ultima creazione viene disturbato da una bambina che urla correndo giù dal greppo all’impazzata.

Badra: “L’ho trovata!!” ..urla la piccola bimba.

“Ne ho trovata un ‘altra!!”  grida ancora e scendendo con un salto, lancia un piccolo oggetto metallico al formoso omone in tunica turchese e capelli lunghi neri. Con un gesto marziale  Tem-pei lo afferra al volo e lo posa in una ciotola nella credenza di argilla, accennando un sorriso compiaciuto.  All’ interno si notano moltissimi micro pezzi di un colore argenteo con inclusioni ambrate e traslucide.

Tem-Pei: “ Che brava la mia piccola Badra ormai ci siamo quasi a quantità, mi sento che domani potremo iniziare finalmente il lavoro.”

Badra:” Si, anche io lo penso, perché oggi ho trovato un buco nuovo.”

“Tem-pei: “Un buco nuovo? e dove?”

Badra: “non troppo distante da quello di settimana scorsa, ma molto più profondo.”

Tem-pei:” Perché non mi porti a vederlo domani?” ..un suono di campana spezza lo sfondo sonoro: è pronta la cena e la madre richiama tutti i familiari.

Bugin:” a cena!! è pronto, il formaggio sta fondendo e il ghee di yak e pronto sul pane! venite che si raffredda velocemente!! .”

Arrivano per primi Tem-Pei e Badra seguiti da Ollosh, Fiong e Ghendas.

Ollosh: “ Verdure lessate, le mie preferite!!”

Fiong:” Ho preso dell’acqua di fonte” prende una bottiglia e la mette sul tavolo.

Nama Swaha” , congiunge le mani e Bugin appoggia con calma  una zuppa di riso caldo.

Ghendas:” Grazie di cuore Bugin è squisito!”

Mangiano tutti insieme mentre cala il Sole e iniziano ad intravedersi le prime stelle e anche la Luna.

Questo villaggio asiatico è composto da cento famiglie, ciascuna contenente dai dieci a quindici individui di media. Vivono immersi nella natura con piccole suddivisioni territoriali  e praticano l’agricoltura. Il consiglio è composto da undici cittadini illustri e antichi, ma il potere decisionale è nelle mani di uno, lo Sciamano. Praticano una sorta di animismo primitivo, grazie al quale capiscono come muoversi nei vari spostamenti stagionali.

Si trovano in una parte dell’Asia del nord vicino al mare di OKHOTSK. Sono abili barcaioli, la costa è la loro casa e conoscono bene i suoi segreti, come il riflesso delle stelle sul mare che seguono per orientarsi . Sono abili viaggiatori sia sulla terra ferma che in mare. Il ceppo deriva da una sola famiglia che poi ha formato le altre; quindi in realtà sono tutti parenti alla lontana. Sono cinque le famiglie reggenti: SuryA, Bhumi, Dhevadi, Pansita e Bokaashi.

Il consiglio degli undici, è ognuno per famiglia, ma ogni anno viene eletto un nuovo consigliere di giovane età. 

Intanto lo sciamano di nome, Gong Lhish è sulle tracce di un sito minerario molto particolare, si trovano delle rocce con un nucleo molto ferroso, fino al punto di essere in contatto con il potente nucleo terrestre che ricordiamo gira nel senso inverso rispetto al movimento terrestre. Tali minerali riescono a muoversi da soli formando delle geometrie in base alla vibrazione alla quale vengono sottoposti.

Tem-pei nel frattempo è arrivato a buon punto del lavoro, la lama ha le giuste dimensioni ma ancora manca la tempra e ormai sono già le 11 di notte. Così decide di provare la nuova tempra a ghiaccio liquido molto più fredda di quella normale e anche molto più rischioso eseguirla. Un sibilo profondo fuoriesce dalla fessura della tempra, un odore salato e zolfoso con una luce vibrante inondano la stanza. Quarzo trasparente fuso a  metallo meteoritico con spruzzi di rame e selenite.

 

 

continua..

 

 

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