Il cinema di Animazione è persino più antico del classico cinema dal vero. Dalle prime foto in movimento di Muybridge fino alle primitive pellicole con la tecnica del passo a uno o comunemente chiamato stop-motion, come ” El hotel electrico” del precursore Segundo De Chomon, conosciuto solo da pochi intenditori. Nel corso degli anni, questo cinema ha subito diverse trasformazioni, fino ad arrivare allo stato attuale. Le grandi aziende di computer grafica fanno incetta di premi internazionali ogni anno. La tendenza, comune ai due tipi di cinema, è il focus su l’effetto visivo,  che sembrerebbe diventato, il motivo per il quale la gente paga ancora per andare nelle sale. Le storie ricche di testi pieni di contenuti profondi sono state rimpiazzate da occhialini 3D e strumentazioni dell’alta tecnologia.

Dopo aver battuto diversi record di incasso, arriva nei cinema italiani, Dragon Ball Super Broly. Anche lo stesso Goku è basito di fronte alla potenza di questo animalesco personaggio. Con un collare infilato che placa la sua forza, dobbiamo ricordare che il padre ha allevato il gigante buono secondo schemi rigidi e con alte concentrazioni di odio represso. Non ci siamo infatti dispiaciuti quando Freezer lo uccide al fine di innescare la vendetta di Broly contro Goku. Persino la fusione in Gogeta infatti, non è abbastanza efficace contro questo cavernicolo di poca intelligenza ed educazione, ma con una potenza latente senza pari con nessuno. Scenari apocalittici ed onde energetiche si susseguono lungo tutto il corso del lungometraggio d’animazione.

Targato quasi totalmente Giappone, il regista, Tatsuya Nagamine, è stato coadiuvato dai grandi studi di Hollywood che ne hanno decretato il successo nella fase di distribuzione.

In questo ultimo capitolo che dura ben 110 minuti si sono voluti toccare momenti ed immagini storiche delle serie precedenti. Stacchi veloci che fanno riemergere alla memoria alcuni degli storici nemici della saga. Un film che rievoca tutte le serie passate come un grande riassunto dove però a mio parere, si riesce ad intravedere un cambio di eroe. Come se Goku avesse scoperto il suo perfetto erede, degno quindi, di prendere il suo posto, in un futuro non troppo lontano.

Infatti nell’ultima scena, Goku decide di andare da Broly, che è stato rimandato sul pianeta isolato, per portare delle provviste e le mitiche capsule di Bulma; si tratta di capsule che se lanciate, si trasformano in case, con viveri ed altri beni necessari alla sopravvivenza. Goku con grande umiltà, chiede anche di potersi allenare insieme; ecco quindi che intravediamo il passaggio di testimone.

Molto interessanti sono i poteri sviluppati nel corso degli anni, essi gestiscono il Chi in maniera impeccabile. Fantasmagorica anche l’apparizione del drago Chevron, dopo che Bulma è riuscita a recuperare le sfere e ad esprimere un ultimo desiderio.

La figura di Broly è centrale in questa fase della saga; è bello vedere il fascino dell’eroe, che pur avendo delle potenzialità incredibili, non vengono manifestate poichè sviluppate in un luogo non vi è niente e nessuno.

Proprio nei posti deserti, l’energia pura è libera di scorrere, senza blocchi da parte di nessuno.

L’immensa bontà espressa dal gigante, fuoriesce nel racconto del suo unico amico, che però viene brutalmente ucciso dal padre davanti ai suoi occhi. Broly conserverà parte della sua pelliccia, per indossarla come abito-ricordo, in suo onore.

Siamo tutti cresciuti vedendo gli episodi di Drago ball e quando arrivava la fine dell’episodio restava la curiosità di cosa sarebbe accaduto nell’episodio successivo. Con il film, invece, il cerchio si apre e si chiude e non si deve aspettare il giorno dopo per scoprirlo. La critica è stata controversa, molti sono rimasti stupiti dalla trama, sembra quasi una zuppa riscaldata, ma maggiormente si chiedono come è possibile che ci sia ancora Freezer come uno nemico, non Sayan. Ricordiamo che Broly è razza Sayan e di conseguenza innesca subito dell’empatia nei confronti di Goku e Vegeta.

Anche la presenza degli dei, degli altri sistemi galattici, renderebbe gli scontri più vicino ad un allenamento rispetto ad un combattimento vero e proprio.

Ancora nei cinema per qualche week-end, sicuramente DGS Broly, rimane un film da visionare o almeno per un appassionato del genere, che non rimarrà totalmente a bocca asciutta.

In ogni caso vale la regola: sempre bene capire attraverso l’esperienza e non grazie alle parole dette da altri. Farsi la propria idea sulle cose, è il miglior metodo di approccio alla vita.

 

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